Nel 1996 la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trieste, sollecitata dalle Associazioni di categoria del settore della pesca e dell’acquacoltura, ha costituito, all’interno della propria Azienda Speciale ARIES, la Sezione “Pesca e Acquacoltura” con l’intento di valutare le opzioni operative di intervento per combattere la crisi del settore e promuovere un approccio di sviluppo eco sostenibile del Golfo di Trieste.

 

L’attività della Sezione è stata supportata dall’importantissimo contributo di membri provenienti dall’Università degli Studi di Trieste e da altri Enti di ricerca regionali, in rappresentanza del mondo accademico e scientifico, dalla Provincia di Trieste e dai Comuni rivieraschi, in rappresentanza degli Enti territoriali, dalla Capitaneria di Porto, in rappresentanza degli organi di vigilanza, delle Associazioni di categoria, in rappresentanza degli interessi degli operatori nonché dal WWF-Riserva Naturale Marina di Miramare.

 

Fin dall’inizio sono stati fatti propri gli indirizzi della politica comunitaria nel settore della pesca e ci si è concentrati alle opportunità offerte dai relativi strumenti di sostegno, da una parte, per realizzare azioni specifiche di animazione economica e di ricerca e, dall’altra, per azioni di riqualificazione professionale degli addetti e di formazione dei nuovi operatori.

 

Dal 1995 la Sezione ha elaborato una prima bozza di progetto per la redazione del primo piano pluriennale per la gestione della produzione ittica nel Golfo di Trieste, valutando prioritaria una programmazione concertata non solo delle attività di pesca e maricoltura, ma anche di quelle legate al turismo e ai trasporti, e ha avviato molteplici iniziative di ricerca e sperimentazione, quali gli studi sulla biotossina DSP e l’allestimento di alcune stazioni sperimentali per effettuare prove di diversificazione delle produzioni di maricoltura, e iniziative formative per gli operatori.

 

Nel 1999 è stato presentato il progetto definitivo per il piano pluriennale, denominato “Progetto Pilota sulla gestione delle zone di produzione ittica del Golfo di Trieste”, comprendente anche molteplici iniziative di formazione professionale per occupati, che ha trovato nel programma comunitario PESCA e nel Fondo Sociale Europeo un’importante fonte di co-finanziamento a cui hanno contribuito la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e il Ministero per le Politiche Agricole.

 

Il Progetto pilota, si legge nel testo, dev’essere “finalizzato alla pianificazione dello sforzo di pesca che determini una maggiore redditività delle attività di settore, unitamente alla salvaguardia degli stock ittici”.

 

Partendo dalla constatazione dell’emergenza rappresentata dalla riduzione delle risorse ittiche nei mari, l’Ente camerale ha promosso la realizzazione di un piano pluriennale di gestione delle catture delle diverse specie ittiche che consenta uno “sviluppo sostenibile”, ovvero una crescita delle attività produttive che traggono sussistenza da queste risorse senza compromettere l’ambiente e la possibilità per le generazioni future di goderne.

 

Il progetto, realizzato fra il 1999 e il 2001, si è articolato lungo una complessa strategia d’intervento focalizzata su 5 grosse misure:

 

  1. la costituzione di un centro di elaborazione, analisi e diffusione dei dati e di informazioni di interesse per il settore della pesca e dell’acquacoltura;
  2. il trattamento e preparazione di fondi mobili per avviare nuovi sistemi colturali estensivi e per la vivificazione dei fondali;
  3. la messa in opera di stazioni fisse di sperimentazione colturale;
  4. la sperimentazione e prove di mercato di nuovi semi-preparati e valorizzazione dei prodotti pescati ed allevati;
  5. la redazione di un piano pluriennale di gestione della fascia costiera.

 

La fattiva collaborazione e coordinamento fra la base imprenditoriale e lavorativa, il mondo accademico e della ricerca e le Istituzioni competenti, grazie anche all’interessamento diretto e attento dell’Amministrazione regionale, ha consentito ad ARIES di avviare, tra i primi in Italia, un progetto programmatico di sviluppo almeno quinquennale per il settore della pesca nel Golfo di Trieste.

 

La strategia del “Progetto Pilota” è stata successivamente implementata attraverso il progetto “ARIES-PESCA 2000-2003”, finanziato nell’ambito del programma comunitario SFOP 2000-2006, che ha ampliato i campi di ricerca già individuati come strategici per dare un futuro più certo alla pesca ed alla maricoltura del Golfo di Trieste:

 

  1. la raccolta di dati meteomarini, volta a mettere in luce le dinamiche ambientali e quindi a circoscrivere le possibilità biotiche del Golfo di Trieste;
  2. il monitoraggio di parametri fondamentali del comparto peschereccio per accompagnarlo ad una condizione di equilibrio tra entità delle risorse e sforzo di pesca, favorendo nel contempo la sua integrazione con le attività di maricoltura, pescaturismo, ittioturismo,…
  3. la razionalizzazione e la diversificazione della molluschicoltura del Golfo di Trieste ancora basata sulla monocoltura di mitili;
  4. la valorizzazione e la promozione delle produzioni locali;
  5. la mappatura delle strutture sommerse del Golfo di Trieste ai fini di una gestione integrata della fascia costiera.

 

In questo ambito sono state sostenute linee d’intervento che corrispondono alle conoscenze di base atte a guidare il comparto alieutico su binari di ecosostenibilità e di valenza imprenditoriale.

 

E’ motivo di orgoglio per la C.C.I.A.A. ed ARIES constatare che possono considerarsi acquisiti alcuni obiettivi ambiziosi come il riordino delle mitilicolture del Golfo, con la creazione di una Zona di Ripopolamento Ittico estesa lungo tutta la costiera triestina, o come la formulazione di un protocollo pratico per la coltura della pregiata ostrica piatta (Ostrea edulis) in modo da consentire già oggi agli operatori la ripresa di un’attività già sostenuta dalla Camera di Commercio di Trieste alla fine del 1800. O, ancora, come lo sviluppo di un sistema di monitoraggio delle variabili che consentono di valutare l’andamento e i parametri critici degli stock ittici presenti nel Golfo.

 

Gli sforzi progettuali sopraccitati, sono tuttavia proseguiti, per sfociare nel “Progetto ARIES PESCA 2004-2006”, suddiviso in tre annualità programmatiche, la prima conclusasi di recente, e il cui obiettivo generale è quello di rafforzare e migliorare la politica di conservazione delle risorse, in coerenza con i più recenti orientamenti della Politica Comune per la Pesca. È stata dunque estesa e approfondita la strategia di sostegno e sviluppo del comparto interessato, attraverso il perseguimento dei seguenti obiettivi:

1.                l’attuazione di una gestione pluriennale ad orientamento ecosistemico;

2.                la messa a punto di un sistema che consenta di misurare i progressi del piano di gestione in termini di sviluppo sostenibile nonché l'efficacia dei piani e delle politiche di gestione proposte rispetto agli obiettivi fissati.

Obiettivi di fatto realizzati attraverso l’implementazione delle sottoelencate aree d’intervento:

- Valutazione  ed allocazione delle risorse alieutiche del golfo di Trieste;

- Riqualificazione dei fondali sottostanti le aree produttive, comprese le oasi sottomarine;

         - Aggiornamento dei dati ambientali e del piano pluriennale;

- Mappatura e finalità delle strutture sommerse nel golfo di Trieste;

- Coordinamento, informazione, valorizzazione e divulgazione dei risultati.

 

Altresì, è stato presentato ed è in fase avanzata di realizzazione un Progetto dedicato all’introduzione di un marchio IGP per la sardina del Golfo di Trieste (attualmente al vaglio delle competenti autorità Ministeriali centrali) e alla promozione e valorizzazione della qualità dei prodotti ittici del Golfo di Trieste.

In sintonia con l’esperienza maturata nel corso degli ultimi 10 anni in tema di pesca e acquacoltura, questo interessante Progetto affonda le sue radici nelle necessità, espresse dagli stessi operatori, di mettere in luce e fare conoscere i prodotti tipici del mare triestino, in particolare della sardina del nostro Golfo, la cui tecnica di pesca, che sfrutta le “lampare”- potenti fonti luminose - quali esche per la cattura, costituisce una tipicità unica dell’area.

Gli obiettivi di questo Progetto si concretano dunque nei seguenti punti chiave:

1.                l’ottenimento della tutela IGP (Indicazione Geografica Protetta) per il prodotto denominato “Sardina di lampara del Golfo di Trieste” ai sensi del Regolamento CEE n. 2081/92;

2.                la promozione e valorizzazione dei marchi di qualità dei prodotti ittici;

3.                la diffusione della pratica della certificazione di qualità dei prodotti nel settore ittico.

Punti chiave che trovano la loro concreta attuazione nelle seguenti attività:

-la redazione del disciplinare con gli aspetti tecnico normativi necessario per la presentazione -dell’istanza di certificazione conformemente a quanto previsto dal Regolamento (CEE) n.2081/92;

-la concertazione e sensibilizzazione del metodo di certificazione con i produttori;

-la diffusione e scambio di esperienze intra-settoriali (altre produzioni del comparto ittico) e extra--settoriali (altre produzioni di altri comparti);

-la promozione della marchiatura dei prodotti ittici con approccio pluri-target (pubblico, pescherie, altri operatori della catena del valore).

 

Trieste, provincia senza terra, deve guardare al mare con più attenzione di altre regioni costiere sfruttando ogni possibilità offerta da questa fonte di risorse primarie. Questo destino imposto ha fatto evolvere competenze molto specifiche che, con l’allargamento ad Est dell’U.E. avranno modo di trasferirsi in altre zone costiere finora precluse, pur facendo parte di un unico sistema territoriale, caratterizzato da storia e tradizioni comuni.

 

Antonio Paoletti

Presidente della Camera di Commercio, Industria,

Artigianato e Agricoltura di Trieste